Scritto da: admin il: agosto - 11 - 2016 Commenti disabilitati

Per L’Angolo del Mariachi

(RECENSIONE CONTROCORRENTE)
DEADPOOL? NO, GRAZIE – PER LA SERIE: PROVACI ANCORA RYAN. Devo ammettere che già per mia natura quando si solleva un coro unanime di “imperdibile” tendo subito ad avere dubbi, ma in questo caso trattandosi di un film Marvel e di un personaggio (un po’ sopra le righe) che nasce dagli X-Men, poteva essere giustificato. Poi sono cominciati a spuntare commenti meno esaltati e da persone che, come me, amano e conoscono il genere, così in forte ritardo mi son deciso a vederlo. Ammetto sincero che il procrastinare la visione era anche dovuto al fatto che Ryan Reynolds non è assolutamente tra i miei attori preferiti, ma chissà: la parte giusta poteva portarlo al ruolo per cui sarebbe stato ricordato (in fondo anche un orologio rotto nell’ora giusta l’azzecca), senza contare che non vedergli la faccia da bamboccione era sicuramente un aiuto. Già dai titoli iniziali mi chiedo subito: che cosa sto guardando? Le diciture dei titoli invece che riportare i nomi del cast sono ironici (tipo: “con protagonista un coglione”, “un cameo idiota” etc) e già lì hai il primo sentore di qualcosa che non quadra, fermo restando che è una cosa già vista(in modo nettamente meno volgare e più ironico, motivo per cui facevano ridere davvero) in alcuni film a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 (mi viene in mente Mel Brooks). Da lì in poi comincia una sarabanda di parolacce, volgarità, continui riferimenti sessuali, il tutto misto a una sequenza di lotta al limite del trash anche discretamente pensata/realizzata, ma sei talmente distratto dal turpiloquio da non farci nemmeno caso. Stop! Ma che cosa sto guardando? Dal linguaggio sembra un cinepanettone con Boldi/De Sica, dalla semplicità della costruzione narrativa sembra un film Neri Parenti/fratelli Vanzina. Aspetta, ma non era un Marvel(Disney) quindi un film per famiglie? Sì, lo conosco il personaggio di Deadpool nei fumetti, è appunto sopra le righe, ma condivide tante storie con Spiderman, gli X-Men, quindi è facile risultare più espliciti di loro, ma non così. Dal trailer non avrei mai immaginato una cosa del genere e questo devono averlo pensato anche tanti genitori che han portato i figli, appassionati di supereroi, a vedere il film (che non è VM14). Non si giudica un libro dalla copertina, così me lo son sorbito tutto. Avevo apprezzato Tim Miller per le sequenze di animazioni in Millennium e Thor: The Dark World, ma questo esordio alla regia l’ho trovato imbarazzante: sembra un ragazzetto che fa un film per ragazzetti. Non c’è la minima ricerca visiva o cromatica(a differenza degli altri prodotti Marvel), specie poi nei colori che invece nei fumetti di Deadpool tendono sempre al rosso/nero (i colori della tuta, esattamente come negli albi di Spiderman c’è una predominanza di rosso/blu/verde). La sceneggiatura è semplice, quindi stirarla in un lungometraggio di un’ora e quaranta richiede un forte carisma interpretativo (come nel primo Iron Man, in cui il cast ha fatto nettamente la differenza sorreggendo una storia alla fine semplice). I personaggi risultano solo grotteschi, in special modo gli altri X-Men e le continue punzecchiature a Wolverine/Hugh Jackman. L’utilizzare una dismessa piattaforma aeromobile dello SHIELD come palcoscenico dello scontro finale è un puerile tentativo di ricongiungersi a un mondo a cui questa pellicola non appartiene. Arriviamo poi alla nota dolente: il cast. Inesistente è la parola che trovo più azzeccata, cito solo Morena Baccarin che anche qui (come nei ruoli televisivi che l’hanno fatta conoscere tipo V, Homeland, Stargate SG-1)non tradisce le aspettative dei fans e fa ciò che ha sempre fatto: si spoglia. Eccoci finalmente al protagonista. Ryan Reynolds, che dire: sembra un logorroico Chris Rock bianco ma che non fa ridere nemmeno se prega, a cui hanno messo in bocca un turpiloquio di uno show dal vivo di Eddie Murphy primi anni ’90 misto a picchi di volgarità assoluta dei nostri peggiori comici nostrani. Molti attori si son confrontati con ruoli da supereroi, che all’apparenza possono sembrare “leggeri” ma che invece richiedono molta interpretazione per essere incisivi(motivo per cui l’attore già di per sé deve possedere un notevole carisma). Pensate a tutti i volti che si sono alternati sotto la maschera di Batman. Gli ottimi attori (Eric Bana, Edward Norton) che hanno tentato di dare un volto cinematografico al dottor Banner/Hulk prima di Mark Ruffalo nelle pellicole degli Avengers, che a mio avviso è quello meglio riuscito. Chris Evans che ha trovato il suo ruolo definitivo con Captain America, ma dopo esser stato in ben due pellicole de I Fantastici 4 una Torcia Umana di cui ci si può facilmente dimenticare. Reynolds aveva già interpretato il ruolo di un primordiale Wade Wilson (Deadpool) in Wolverine – Le Origini, fornendo già un’interpretazione senza sapore e al limite dell’antipatia. Ha cambiato casacca andando in DC Comics per affossare, con la sua classica logorroica parlantina, uno splendido e introverso personaggio come Hal Jordan/Lanterna Verde. Terza possibilità (a mio avviso mancata) con questa pellicola. In definitiva: il film non mi è piaciuto e sono arrivato in fondo un po’ stufato. A tratti mi ha ricordato Ted di Seth MacFarlane, con la differenza che quest’ultimo riesce a trovare un equilibrio fresco tra comicità/ironia/volgarità in modo da risultare spesso eccessivo ma mai troppo pesante e l’orso di peluche è più espressivo di Ryan Reynolds. Ultima considerazione: la parolaccia, la volgarità, la demenzialità gratuita, sono da sempre il modo più facile di strappare una risata alla massa(un mio concittadino lo sa fin troppo bene) facendoti apparire superficialmente divertente; ma è una cosa vuota, sterile, fine a sé stessa. La comicità è ben altra cosa e ha quel fascino che ti resta dentro.